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FLAVIO CAROLI, Storia di Artisti e di Bastardi 
LA VERITA’: Ricordo, le cose sono andate così…


Dopo aver commentato il libro di Francesco Bonami, “L’ARTE NEL CESSO”, pubblicato nel 2017 da Mondadori, ecco quello di Flavio Caroli, dal titolo “STORIA DI ARTISTI E DI BASTARDI” edito nello stesso anno da UTET.
L’assunto del libro corrisponde alla visione dello storico che guarda il mondo dopo che il vento della tempesta ha spazzato via tutti gli alberi che non avevano radici solide e ben salde.
Mai come in questo momento, affollato di presenze babeliche e presuntuose, tutte egocentrate e sorrette da forti sistemi artificiali, sentiamo il bisogno che qualcuno ci offra uno spiraglio attraverso il quale intravedere il cielo terso e spazzato dopo il passaggio della tempesta, ovvero, di fare i conti con quello che resta della sostanza delle cose.
Il mondo dell’arte negli ultimi decenni si è trasformato in un sistema dell’arte, quindi l’arte ma soprattutto gli artisti rispondono a delle “regole” dette e non dette che sono in qualche modo il battesimo e/o l’adesione al sistema stesso o lobby.
Si tratta principalmente di convergenze strategiche, di con-di-visioni omogenee ma tutte accomunate da un minimo comune multiplo: il consenso della critica e del mercato, delle case d’asta ecc. ovvero del successo.
Così anche quando l’arte può apparire irriverente e provocatrice non fa altro che fare il gioco del sistema, pertanto provoca soltanto epidermicamente, modifica l’estetica senza incidere nel corpo delle cose. D’altronde fu proprio Andy Warhol ad assumere la superficie a ragione fondante, a sdoganarla dal ruolo effimero per farla diventare protagonista.
L’arte contemporanea (termine che ormai mi fa inorridire) incoronando Marcel Duchamp e la “verità” che sono le idee a fare l’arte, ha segnato il percorso del nostro tempo recente offrendo indirettamente a tanti l’opportunità di percorrere scorciatoie che hanno generato equivoci tali da indurci a mettere in discussione il valore delle opere se non attraverso il solo criterio del loro prezzo, attribuendo al denaro il potere assoluto.
In questo nostro presente vocato alla comunicazione globale, ai social, all’esibizione più narcisistica, all’improvvisazione e soprattutto vocato alla soppressione della storia, vediamo vincere la cronaca e con essa il mondo sempre più intasato di bassa qualità, di presenze culturalmente, oserei dire inquinanti.
Allora ripartiamo dalla storia per capire come sono andate le cose!
Flavio Caroli da storico di prestigio, quale è, ci racconta, in maniera anche autobiografica, ovvero di colui che è stato dentro le cose e i fatti (di colui che ha conosciuto e frequentato i protagonisti internazionali degli ultimi decenni), le vicende culturali ma anche umane, di artisti, galleristi, collezionisti, mecenati ecc.
Caroli, che tra l’altro è un affabulatore e avvincente giocatore di fioretto con le lettere, ci cattura portandoci a conoscere da vicino vizi e virtù di tutte le personalità di cui scrive, con lo sguardo lucido di colui che è passato dalla polvere della cronaca prima di assurgere alla verità della storia.
Si pensa spesso che la storia venga scritta dai vincenti ma poi, quando si cercano i perdenti si scopre che la storia generalmente non fa grandi errori; certo non sono pochi i casi di coloro che nelle stagioni di fulgore godono di un eccesso di gloria così come non sono pochi coloro che la gloria, immeritatamente la ricevono in ritardo, quasi nessuno di vero valore resta per sempre sepolto sotto la polvere.
Agli storici dunque "l'ardua sentenza".
Caroli è oggi un prezioso testimone dei nostri tempi.
Per chi non avesse ancora letto il libro, consiglio di non perdere l’occasione di questo Natale in casa “Cupiello” per farlo; questo seguente è il link per poterlo ordinare online


https://www.utetlibri.it/libri/storia-di-artisti-e-di-bastardi/

Gaetano Grillo
FLAVIO CAROLI, Storia di Artisti e di Bastardi