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EXHIBITIONS / EVENTS / MOSTRE / EVENTI

CATTELAN a Milano e PALADINO ad Arezzo, due mondi lontani. 
Milano ospita all'Angar Bicocca una (solo) impressionate mostra di Maurizio Cattelan mentre in una chiesa sconsacrata di Arezzo c'è un'articolata mostra di Mimmo Paladino.
Non intendo parlare delle due mostre ma soltanto fare un'analisi di due opere apparentemente vicine ma pur linguisticamente molto lontane come le immagini che pubblico di seguito.
Quella di Cattelan è una figura accovacciata sul pavimento, vorrebbe essere una visone toccante e di profonda di umanità (vista anche la vicinanza del cane) ma è un'opera fatta realizzare, presumo, in fredda pietra bianca di Carrara dai bravissimi artigiani toscani (famosi ormai in tutto il mondo) ma se la osserviamo attentamente notiamo che si tratta praticamente di una riproduzione realistica divenuta gommosa nella lavorazione del materiale.
Vorrebbe esprimere compassione ma in sostanza, essendo collocata al centro di uno spazio immenso e buio, con la sola luce sul soggetto, non esprime altro che furbizia scenica e banalità fotografica.
Le due figure accovacciate sul pavimento in cotto di Mimmo Paladino, invece, sono interpretate, lavorate materialmente dall'artista ed esprimono un pathos toccante; sembrano disotterrate da un tempo archeologico tanto lontano quanto mitico e presente. C'è dolore, dramma, storia, memoria, semplicemente poesia.
Cattelan cerca di coinvolgerci attraverso l'idea, Paladino attraverso l'empatia.
Metafore ed esempi del nostro tempo in cui il sistema dell'arte, quello dei vertici, quello che ha potere, privilegia arrivare all'arte attraverso la mente, il concetto, la prova muscolare delle dimensioni gigantesche dietro le quali ci sono investimenti giganteschi che grandi non sono se non per dimensioni e spreco di finanze.

G. G.